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Torino

martedì 21 maggio 2013/Categories: News

E' deceduto la notte scorsa il Barone belga Louis De Cartier, uno dei due imputati del processo Eternit. La sentenza d'appello era prevista il 3 giugno. In primo grado l’uomo era stato condannato a 16 anni per disastro doloso. De Cartier, che aveva 92 anni, fu amministratore delegato della multinazionale Eternit, che in Italia aveva quattro stabilimenti, dal 1966 al 1978 e poi presidente del consiglio d'amministrazione fino al 1986. Nel febbraio del 2012 è stato ritenuto colpevole di disastro ambientale doloso e condannato a 16 anni. Nell'udienza del processo d'appello dello scorso 13 marzo, il pm Raffaele Guariniello ha chiesto la condanna a 20 anni di reclusione per le migliaia di morti provocate dalle esalazioni degli stabilimenti italiani della Eternit. Il processo, ormai giunto alle ultime battute, continuerà per l'altro imputato, il miliardario svizzero Stephan Schmidheiny. La posizione di De Cartier verrà stralciata e questo indispensabile passaggio potrebbe sollevare una serie di questioni sui risarcimenti alle parti civili. Il processo Eternit riguarda le malattie provocate dall'amianto lavorato in quattro stabilimenti italiani della multinazionale: i decessi accertati sono quasi duemila. "E' una notizia che ci colpisce, anche perché arriva a pochi giorni dalla sentenza. Ma noi continueremo ad andare avanti. Non per accanimento, ma per dovere". Questo il commento di Bruno Pesce Coordinatore dell'AFeVA (l'associazione dei familiari delle vittime dell'amianto), da Casale Monferrato, dove la multinazionale aveva lo stabilimento italiano più grande e che conta oltre mille ottocento morti per amianto. La scomparsa di De Cartier apre una serie di interrogativi sulla sorte degli indennizzi alle parti civili. "I nostri legali, per adesso, ritengono che resteranno validi gli obblighi della società Etex, quella direttamente riconducibile a De Cartier, anche se forse sarà necessaria una causa civile. Si vedrà. Il nostro messaggio, comunque, è di tenere duro e di continuare su questa strada. Il problema dell'amianto è di portata mondiale. Miete più vittime degli infortuni sul lavoro, ma molti Paesi continuano a produrlo ed impiegarlo. Il processo di Torino è un tentativo del nostro Stato, del nostro sistema, di creare giustizia anche a costo di scomodare interessi enormi".

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