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Milano, 17 ottobre

giovedì 17 ottobre 2013/Categories: News

Anche il CNA (Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa) si associa alla soddisfazione dei famigliari delle vittime e dell’Associazione Esposti amianto di Monfalcone al seguito della sentenza dello scorso 16 ottobre del Tribunale che ha visto la condanna di 13 imputati per 87 casi di morte causate negli anni Sessanta e Settanta dall'esposizione all’amianto nei cantieri Italcantieri di Monfalcone (Gorizia), con pene da due a sette anni di reclusione.
E proprio il CNA, per far fronte alla riduzione dei morti e dei malati a causa dell’amianto, ha indetto una manifestazione  lo scorso 8 ottobre davanti alla Camera dei Deputati per assicurare un adeguato finanziamento al Piano Nazionale Amianto da inserire nella legge di stabilità. A tal fine, si sono avuti incontri con la Commissione Ambiente della Camera (pres. On. Ermete Realacci), con il Ministero del Lavoro (sottosegretario on. Jole Santelli), con il Ministero dell’Ambiente(capo ufficio della segreteria tecnica: cons. Massimiliano Atelli) e con il Ministero della Salute.
L’obiettivo è quello di ridurre i 4.000 morti l’anno per malattie da amianto togliendo con un progressivo intervento di bonifica i 30 milioni di amianto stimati su tutto il territorio nazionale. Nello specifico si è chiesto: 70 milioni l’anno per 3 anni al fine di bonificare i 380 siti maggiormente contaminati da amianto  a partire da 116 scuole di ogni ordine e grado, 37 ospedali, case di cura, case di riposo, 86 uffici della pubblica amministrazione, 27 impianti sportivi, 8 biblioteche e almeno 4 grandi siti industriali dismessi; una campagna nazionale di informazione sui danni e rischi da amianto; la verifica dei 19 siti adibiti a discarica e dei 720 siti adibiti a deposito di amianto; l’individuazione di discariche alternative (miniere e gallerie in disuso) e di alternative alle discariche (inertizzatori); l’utilizzo delle incentivazioni previste per sostituire le coperture in amianto con impianti fotovoltaici; 60 milioni l’anno per 3 anniper i lavoratori ex esposti all’amianto che si trovano ad avere una riduzione della speranza di vita e maggior rischio di ammalarsi per attuare quanto già previsto dalla legge di messa al bando dell’amianto (257/92) consistenti in misure di riapertura delle domande per i risarcimenti previdenziali, riconoscimenti dei medesimi per i pensionati prima del 1992, eliminazione del termine di decadenza, sostegno alle vedove; l’allargamento della platea degli aventi dirittoal Fondo per le vittime dell’amianto a coloro che hanno contratto malattie e morte (loro eredi), per l’amianto diffuso in ambienti di vita, utilizzando fondi INAIL per un importo pari a 40 milioni di euro sempre per tre anni; la conferma dei finanziamenti per la sorveglianza sanitaria degli ex esposti, per la ricerca clinica per combattere le malattie più gravi correlate all’amianto; ampliamento delle registrazioni delle morti da amianto (registro dei mesoteliomi e delle altre patologie).
 
 

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