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Ferrara, 17 novembre

lunedì 18 novembre 2013/Categories: News

È stato molto atteso e seguito l’intervento di Raffaele Guariniello della Procura di Torino al convegno promosso da AEAC (Associazione Esposti Amianto ed altri Cancerogeni) e dal Comune di Ferrara. Anticipando che compito dei magistrati è anche quello di tutelare la salute e la sicurezza dei luoghi dove vive l'uomo, ha ricordato le sei recenti condanne di persone coinvolte nel crollo del soffitto di una scuola torinese e dei diciotto anni inflitti a uno dei proprietari di Eternit. «I processi si stanno facendo e fanno sperare in un futuro di giustizia ma sono molte le zone italiane dove invece non si tengono o se iniziano hanno tempi talmente lunghi da andare in prescrizione. Così nelle vittime e nei parenti nasce un comprensibile senso di devastante giustizia negata. Manca un riferimento istituzionale e ci vorrebbe invece un’apposita Procura. Intanto si potrebbe fare come a Torino dove è attivo un Centro di riferimento di tutti i casi di tumore, per verificarne le cause legate al mondo del lavoro sulle quali poi noi indaghiamo. Su 27.903 casi individuati in 20 anni oltre 16.000 avevano attinenza con la professione svolta. Perché questo osservatorio c'è solo a Torino?». L'Assessore comunale all’Ambiente Rossella Zadro ha sottolineato che: “L'Italia è diventata il punto di riferimento per l'organizzazione di una rete europea di paesi che si impegnano per la lotta alle malattie amianto-correlate e ne ha bandito la produzione. Ma l'amianto rimane un grande problema a livello mondiale poiché continua a essere utilizzato”. L'assessore ha poi reso noto quanto attuato dal 1996 dalla Regione attraverso il Piano Regionale di protezione dell'ambiente, di decontaminazione, di smaltimento e di bonifica che si è basato sul censimento degli edifici pubblici e privati dove è presente l’amianto friabile e quello compatto. «Su 1.198 edifici ne sono stati bonificati 654 e Ferrara ne ha 50 ma il problema è: dove metterlo? Nel territorio regionale vi sono solo due discariche autorizzate a ricevere questi rifiuti a Modena e Bologna. Il percorso di bonifica si intreccia con quello dei pesanti costi degli interventi che la Regione ha già affrontato dal 2004 stanziando 13 milioni di euro per 334 interventi di rimozione. Anche i privati devono impegnarsi in un piano di smaltimento che è gratuito se si riferisce a una superficie non superiore a 15 mq; dal 2010 a oggi sono state rimosse 6.000 tonnellate ma rimane ancora tanto da fare».

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