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Taranto, 28 febbraio

lunedì 3 marzo 2014/Categories: News

Venerdì 28 febbraio si è tenuto il processo per il nodo più delicato e critico della complessa vicenda Ilva, il rapporto tra salute e lavoro.
Il pm Raffaele Graziano, infatti, al termine della sua requisitoria al processo che vede coinvolti i dirigenti che negli ultimi quaranta anni hanno guidato la fabbrica, ha chiesto la condanna di ventinove persone tra dirigenti e proprietari dell’Ilva per non aver adottato le misure di sicurezza necessarie per impedire che i lavoratori venissero contaminati dal minerale killer.
“Nello stabilimento, nel corso degli anni, gli operai, privi di protezione, sono stati soggetti ad una continua e intollerabile esposizione all’amianto”, ha dichiarato il pm Graziano.
Nel corso degli anni, 15 operai sono morti a causa del cancro provocato dall’esposizione all’amianto e ora 29 persone vengono condannate.
Ai dirigenti dell’Italsider di Stato Sergio Noce, Giambattista Spallanzani e Attilio Angelini spetta la condanna più alta del caso: nove anni. Per Emilio Riva e suo figlio Fabio, invece, sono stati chiesti quattro anni e mezzo di reclusione. Tra gli imputati figura anche Giorgio Zappa, ex direttore generale di Finmeccanica, per il quale il pm ha chiesto la condanna a 7 anni.
I parenti delle vittime, l’associazioni Contramianto e l’Osservatorio Nazionale sull’Amianto si sono costituite parte civile. La difesa prenderà parola a partire da venerdì 7 marzo sino al 29 aprile.
Il verdetto è previsto per il 23 maggio.

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