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Roma, 3 maggio

martedì 6 maggio 2014/Categories: News

Sono stati i medici delle Asl e gli ispettori dell'Inail - obbligati a segnalare casi di malattia causati dall'esposizione all'amianto o all'eternit, la fibrocemento a base di asbesto - a denunciare per i reati ambientali alla procura i casi di tumori dei tre lavoratori della Zecca. Gli operai che per anni hanno riparato mezzi di trasporto e impianti per stampare monete della Zecca dello Stato, nella sede centrale di via Salaria a Roma, non sapevano di lavorare accanto a una fibra killer, l'amianto. Ora la vita di tre loro (operai e meccanici andati in pensione tra il 2002 e il 2005) è appesa a un filo per aver contratto un mesotelioma pleurico, il tipico tumore ai polmoni che insorge su chi ha inalato per anni le fibre del minerale. E proprio intorno alle conseguenze provocate dall'amianto sulla salute dei tre impiegati dell'Istituto Poligrafico di Roma, a Piazzale Clodio è stato aperto un fascicolo con l'ipotesi di reato di lesioni gravissime per ora senza indagati. La prima segnalazione risale a due anni fa, nel frattempo le condizioni di uno dei tre dipendenti si sono aggravate. L'arco temporale considerato dagli inquirenti riguarda gli anni successivi al 1992. In quell'anno è, infatti, intervenuto il legislatore per imporre il divieto di lavorazione dell'amianto e l'obbligo della bonifica degli ambienti di lavoro, e va accertato appunto se l'opera di rimozione della fibra al Poligrafico sia stata effettuata nei tempi e nelle modalità dovute. La procura intende anche appurare se alcune pareti delle officine fossero coperte con l'amianto, come accertato in altri edifici pubblici.

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