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Roma, 10 giugno

giovedì 12 giugno 2014/Categories: News


Non sono bastate le misure attuate fino ad oggi, restano 32 milioni di tonnellate di amianto sul territorio nazionale ancora da bonificare. La Camera chiede al governo interventi certi e immediati, il governo deve intervenire al più presto per mettere in sicurezza il Paese. Proprio in questi giorni si stanno discutendo una serie di mozioni concernenti iniziative a favore delle vittime dell’amianto. Oltre 22 anni fa, il Parlamento italiano ha varato una legge (257/1992) che vieta estrazione, importazione, commercio ed esportazione di amianto. Eppure da allora, nonostante questo materiale fosse di fatto messo al bando, non sarebbero stati realizzati i necessari interventi di messa in sicurezza e bonifica. Secondo il CNR, ancora oggi sul territorio nazionale: ci sarebbero oltre 32 milioni di tonnellate di cemento-amianto da bonificare, corrispondenti a 2,5 miliardi di metri quadri: coperture di canne fumarie, cisterne per l’acqua, tubazioni e condutture, ma anche componenti che entrano in processi produttivi e materiali di costruzione per edifici pubblici e privati. Tra questi, anche le 40 mila scuole pubbliche fuori norma che ogni giorno accolgono tra mura contaminate oltre 342 mila alunni. Scuole per le quali, insieme a università e ospedali, era in programma la bonifica tramite le risorse dell’apposto Fondo nazionale per il risanamento degli edifici pubblici, istituito nel 2007 dalla legge finanziaria, purtroppo mai diventato operativo. L’ultimo intervento del governo sul tema risale al marzo 2013, quando l’esecutivo varò il Piano Nazionale Amianto, contenente obiettivi per la tutela della salute e dell’ambiente, per la sicurezza del lavoro e riguardanti aspetti previdenziali. Intervento, anche questo, mai reso effettivo, visto che il piano è ancora all’esame della Conferenza Stato-Regioni. Gli atti di indirizzo dell’attività governativa in discussione alla Camera prevedono, stavolta, l’incremento delle risorse destinate al Fondo per le vittime dell’amianto (istituito dalla legge finanziaria 2008) e l’estensione delle prestazioni, la revisione dell’attuale legge pensionistica a garanzia di benefici ai lavoratori colpiti da patologie asbesto-correlate, l’attuazione del Piano nazionale e il completamento delle mappature regionali, la messa a regime delle detrazioni fiscali previste per gli interventi di bonifica dei manufatti contenenti amianto dagli edifici. Inoltre, se le mozioni saranno approvate dall’Assemblea, il governo sarà chiamato ad assumere in sede europea iniziative per escludere le spese per gli interventi di messa in sicurezza e bonifica dell’amianto dal saldo finanziario rilevante ai fini del patto di stabilità interno.

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