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Milano, 23 giugno

martedì 24 giugno 2014/Categories: News

''Non sono responsabili'' della morte degli operai l'ex ad di Fiat Auto Paolo Cantarella, l'ex presidente di Fiat Auto Giorgio Garuzzo e altri cinque ex manager dell'Alfa Romeo, imputati per omicidio colposo in relazione ai casi di 21 lavoratori deceduti, secondo l'accusa, per forme tumorali provocate dall'esposizione all'amianto nello stabilimento Alfa Romeo di Arese. Lo hanno sostenuto le difese, che oggi hanno concluso gli interventi nel corso dell'udienza preliminare davanti al gup di Milano Simone Luerti chiedendo il proscioglimento degli ex dirigenti delle case automobilistiche. Il pm milanese Maurizio Ascione aveva chiesto il rinvio a giudizio di tutti gli imputati: la decisione del GUP è prevista per il prossimo 23 luglio. Secondo i difensori, gli ex manager Fiat e Alfa Romeo non erano direttamente responsabili delle misure di sicurezza nello stabilimento e, inoltre, ''non è dimostrata la correlazione tra i mesoteliomi'' che hanno colpito alcuni lavoratori e ''l'esposizione all'amianto''. Tra gli imputati, oltre all'ex ad di Fiat Cantarella, che è stato anche presidente dell'Alfa Romeo e di Alfa Lancia Spa, figurano anche Corrado Innocenti, ex ad di Alfa Romeo, Piero Fusaro, ex presidente di Lancia Industriale Spa, e Luigi Francione, ex presidente di Alfa Lancia Spa. Chiesto il processo anche per Giorgio Garuzzo, ex presidente Fiat Auto Spa, per Vincenzo Moro, ex ad Alfa Romeo, e per Giovanni Battista Razelli, ex ad di Alfa Lancia Industriale. I decessi degli operai sono avvenuti a partire dalla metà degli anni 2000 in poi e, secondo l'accusa, sarebbero legati al fatto che gli operai hanno respirato negli anni '80 e nei primi anni '90 fibre di amianto nello stabilimento, senza adeguate misure di sicurezza.

           

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