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Ravenna, 25 giugno

mercoledì 25 giugno 2014/Categories: News


L'ammissione di una dozzina di parti civili oltre alla 70 circa già ammesse. Ma anche l'unificazione del fascicolo principale per le morti e le malattie rilevate su 75 tra lavoratori del petrolchimico e loro familiari con un fascicolo bis aperto per ulteriori tre posizioni di lavoratori (un decesso e due malattie). E infine la richiesta della citazione quale responsabile civile di Syndial spa, società del gruppo Eni. E' quanto accaduto nella mattinata di oggi, 25 giugno, all'apertura del processo davanti al giudice monocratico Milena Zavatti scaturito dalla maxi inchiesta sull'amianto al petrolchimico di Ravenna. Dei 21 rinviati a giudizio - dirigenti e responsabile di settore dell'epoca - sono venti quelli alla sbarra perché uno nel frattempo è morto. I profili coinvolti nel fascicolo erano inizialmente 56, ma molti erano deceduti tanto che l'avviso di conclusione indagine era stato recapitato a 25 persone, quattro di queste a sua volta morte prima dell'udienza preliminare. L'indagine abbraccia un arco di tempo compreso tra gli anni '60 e la fine del 2012. Le accuse formulate a vario titolo sono di omicidio colposo, lesioni colpose e disastroso colposo. All'udienza, alla quale era presente il Procuratore capo Alessandro Mancini, hanno partecipato tra il pubblico una settantina di persone tra ex lavoratori del petrolchimico, familiari e amici oltre a una ventina di avvocati tra difese e parti civili. La prossima udienza è fissata per il 17 settembre.

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