Fondazione Sosteniamoli SubitoLoghi

Il Protocollo

Per offrire un sostegno economico ai familiari dei caduti sul lavoro e contribuire a migliorare la sicurezza in ambito lavorativo attraverso studi e ricerche, nel 2005 l'ANMIL (Associazione Nazionale fra Lavoratori Mutilati e Invalidi sul Lavoro) ha dato vita alla Fondazione "Sosteniamoli subito", un ente di diritto privato dotato dall’ANMIL di un fondo iniziale da incrementare attraverso donazioni, liberalità e contributi da parte di cittadini, enti pubblici o privati, ma anche da parte delle aziende.
Il 13 settembre 2012 la Fondazione, nella persona del suo Presidente AntonioGiuseppe Sechi, ha sottoscritto a Roma con le organizzazioni sindacali CGIL (Fabrizio Solari), CISL (Fulvio Giacomassi), UIL (Paolo Carcassi) e UGL (Paolo Varesi) e le Associazioni di familiari delle vittime AFeVA (Associazione Familiari Vittime dell’Amianto, Bruno Pesce) e l’AIEA (Associazione Italiana Esposti Amianto, Fulvio Aurora) un Protocollo d’Intesa volto alla realizzazione di una campagna di sensibilizzazione sul tema dell’amianto e di fund raising per finanziare progetti relativi alla prevenzione e alla cura delle malattie asbesto-correlate.
A tal fine, i partner promuoveranno, realizzeranno ed incentiveranno attraverso gli strumenti ritenuti di volta in volta opportuni, campagne di sensibilizzazione ed iniziative sul tema dell’amianto.

Organi nominati per le attività del Protocollo
 
 
COMPONENTI COMITATO SCIENTIFICO
Per la Fondazione ANMIL “Sosteniamoli Subito”: Prof. Giuseppe Cimaglia - Specialista in Medicina Legale e delle Assicurazioni;
Per la CGIL: Dott.ssa Franca Gasparri - Responsabile Malattie Professionali Patronato INCA;
Per la CISL: Prof. Antonio Bergamaschi - Docente Medicina del Lavoro - Università Cattolica del Sacro Cuore, Roma;
Per la UIL: Prof. Luigi Portalone - Direttore II Unità Operativa C - Pneumologia Oncologica
Dip. Malattie Polmonari San Camillo - Forlanini, Roma;
Per la UGL: Prof. Fulvio D’Orsi - Direttore Unità Operativa Complessa Servizio Prevenzione Igiene e Sicurezza nei Luoghi di Lavoro, USL Roma C;
Per la AIEA: Dott.ssa Gemma Gatta - Dirigente Medico e ricercatore - Istituto Nazionale Tumori, Milano;
Per la AFeVA: Prof. Giorgio Vittorio Scagliotti - Responsabile Struttura Semplice Dipartimentale Direzione Universitaria di Oncologia Polmonare - Azienda Sanitaria Ospedaliera S. Luigi di Orbassano, Torino.
 
 
COMPONENTI COMITATO DI COORDINAMENTO
(Coordinatore Comitato) Marinella de Maffutiis - Resp. Comunicazione e Relazioni Esterne ANMIL (Fondazione “Sosteniamoli Subito”);
(Coordinatore Amministrativo Comitato) Paolo Varesi - Segretario Confederale UGL;
Sebastiano Calleri - Responsabile nazionale Salute e Sicurezza nei luoghi di lavoro CGIL;
Giuseppe D’Ercole - Resp. nazionale Ambiente CISL;
Marco Lupi - Funzionario UIL;
Bruno Pesce - Coordinatore AFeVA;
Fulvio Aurora - Segretario AIEA.

Scarica il Protocollo d'Intesa


 

 
 
 
 
ATTIVITA’ PROGRAMMATE DAI PARTNER

DEL PROTOCOLLO “LIBERI DALL’AMIANTO”
 
Al fine di raggiungere risultati significativi in termini di conoscenza del problema e per promuovere la prevenzione e la tutela dei familiari delle vittime dell’amianto, si punterà su una campagna informativa e, insieme, di raccolta fondi che vedrà impegnati attivamente tutti i partner mettendo in campo ciascuno le proprie risorse umane e le strutture.
 
Iniziative mirate
- Richiesta di Patrocinio e supporto delle massime istituzioni in materia per diffondere una campagna di sensibilizzazione dal forte impatto sociale.
- Appello ai Sindaci dei Comuni più colpiti dalle problematiche legate all’amianto per sostenere e promuovere la campagna nelle proprie città, iniziando dai luoghi-simbolo della lotta all’amianto (Casale Monferrato, Monfalcone, Broni, Taranto, Mestre, La Spezia).
- Appello alle ASL ed ai medici di base affinché supportino la campagna.
- Incontri con le Associazioni datoriali al fine di instaurare forme sinergiche di collaborazione.
- Verrà riconosciuta dai sottoscrittori del Protocollo come Giornata Nazionale il 27 marzo, giorno in cui venne promulgata la legge n. 257/1992 che stabiliva la cessazione dell'impiego dell'amianto.
Il 28 aprile, in occasione della Giornata Mondiale contro l’amianto, saranno allestiti punti informativi presidiati da volontari per distribuire materiali e gadget appositamente prodotti e distribuiti negli stand allestiti in tutta Italia. 
Per dare ulteriore concretezza a questi presidi e, allo stesso tempo, una forte connotazione professionale e qualificata, presso ogni punto informativo sarà prevista una campagna di screening gratuito grazie alla presenza di un medico esperto. Lo specialista fornirà informazioni o fisserà appuntamenti specifici presso strutture sanitarie, in collaborazione con il Servizio Sanitario Nazionale, con centri di cura specializzati, con i medici INAIL ed i medici di base.
- Campagna di sensibilizzazione presso le scuole italiane durante la quale distribuire gadget e materiale informativo che possa suscitare l’interesse di un pubblico giovane. Saranno anche organizzate giornate-studio dedicate con testimonianze ed esperti.
- Coinvolgimento del settore dello sport affinché possano essere dedicate giornate di campionato all’informazione e alla raccolta fondi.

MALATTIE DA AMIANTO:

I NUMERI DI UNA TRAGEDIA ANNUNCIATA
 
La sentenza Eternit dello scorso febbraio ha riportato in primo piano il drammatico problema delle migliaia di persone che, ogni anno, si scoprono affette da patologie causate dall’esposizione a fibre di amianto e grazie alla II Conferenza governativa a Venezia è stata dedicata finalmente una più valida attenzione al tema.
L’amianto (o asbesto) è, come noto, un minerale molto comune in natura la cui resistenza al calore e la particolare struttura fibrosa lo rendono molto adatto come materiale per indumenti e tessuti d’arredamento a prova di fuoco. Una fibra di amianto è 1.300 volte più sottile di un capello e non esiste una soglia di rischio al di sotto della quale la concentrazione di fibre nell’aria non sia da ritenersi pericolosa: teoricamente l’inalazione di una sola fibra può causare il mesotelioma o altre patologie dagli esiti molto spesso mortali; tuttavia una esposizione prolungata nel tempo o ad elevate quantità aumenta in misura esponenziale la probabilità di contrarle.
Fino agli anni Ottanta l’amianto è stato utilizzato per produrre una particolare miscela cemento-amianto (in commercio denominata Eternit) utilizzata per la coibentazione di edifici, tetti, navi, treni; è stato usato anche come materiale per l’edilizia (tegole, pavimenti, tubazioni, canne fumarie), nelle tute dei vigili del fuoco, nelle vernici delle auto, ma anche nei materiali plastici.
Dal 27 marzo 1992, con la Legge n. 257, anche l’Italia, come già avevano fatto altri Paesi, ha messo al bando tutti i prodotti e i materiali contenenti amianto, vietandone l’estrazione, l’importazione, la produzione e la commercializzazione. Purtroppo le fibre del materiale killer avevano già minato la salute di molti lavoratori, incubandosi lentamente e subdolamente nei loro polmoni per poi manifestarsi (come nel caso dei mesotelioma) anche a distanza di 30/40 anni.
Va detto inoltre che, nonostante l’emanazione della legge, non tutte le strutture che lavoravano o smaltivano fibre di amianto sono stati adeguatamente bonificate, cosicché molti lavoratori sono rimasti esposti a questi rischi anche dopo l’emanazione della legge; ma come loro hanno sviluppato patologie da asbesto anche i familiari che sono stati a contatto con i lavoratori, ovvero semplici cittadini che hanno avuto la sventura di abitare nei pressi di fabbriche non bonificate.
Secondo uno studio condotto recentemente da Legambiente, ci sono nel nostro Paese ancora 75.000 ettari di territorio contaminato da amianto e che non sono stati mai bonificati.
Allo stato attuale, sul piano degli effetti sulla salute dei lavoratori, il bilancio è drammatico e purtroppo destinato ancora ed inevitabilmente a crescere.
Nel 2011 (ultimo anno disponibile – Fonte: INAIL Rapporto Annuale 2011) sono state denunciate, ai fini del riconoscimento e dell’eventuale indennizzo, 2.250 patologie correlate all’amianto, pari al 5% delle 46.558 malattie professionali segnalate complessivamente nell’anno.
Dalle stesse statistiche INAIL emerge chiaramente che quello delle patologie da asbesto è un fenomeno in crescita tendenziale: il dato 2011 fa registrare infatti un aumento del 18% nell’ultimo quinquennio (erano circa 1.900 nel 2006) e di ben il 50% nell’ultimo decennio (erano 1.500 circa nel 2001).
Si tratta, peraltro, di un andamento ampiamente atteso in considerazione dei lunghi periodi di latenza che, come già detto, caratterizzano questa tipologia di malattie che possono manifestarsi e conclamarsi anche dopo decenni dall’esposizione all’agente patogeno e all’incubazione.
Ma il peggio purtroppo deve ancora venire: sulla base di stime elaborate dai tecnici INAIL e da altri esperti in materia, il picco di manifestazione della malattia è previsto intorno al 2025. In tale anno, in base a nostre proiezioni elaborate con l’ausilio di un modello statistico previsionale, si può stimare un numero di almeno 3.500 casi di manifestazione di malattie correlate all’asbesto con una crescita di circa l’85% rispetto all’anno base 2006 e del 56% rispetto ad oggi.
 

 

Esistono diversi tipi di malattie causate dall’inalazione di fibre di amianto: sempre sulla base di dati ufficiali INAIL, risulta che attualmente la patologia più diffusa è rappresentata dalle “Neoplasie da asbesto” che hanno colpito 914 lavoratori nel 2011 e che rappresentano pertanto il 40% circa di tutte le malattie legate all’amianto.

 

 

 
Si tratta di un insieme di forme tumorali tra cui spicca il “mesotelioma pleurico” (600 casi nel 2011), una malattia che purtroppo allo stato attuale determina esiti letali nella quasi totalità dei casi; fanno anche parte della famiglia delle neoplasie, con una diffusione però meno consistente, il “carcinoma polmonare”(279 casi) e il “mesotelioma peritoneale” (35 casi).
Oltre alle neoplasie, tra le malattie asbesto-correlate, va annoverata anche l’”Asbestosi”, una patologia in lento e progressivo declino ma che ha avuto una larghissima diffusione in quasi tutta la seconda metà del secolo scorso: attualmente, nel 2011, si sono manifestati 533 casi di questa malattia ( 24% del totale delle malattie da asbesto) ma restano in eredità, dai decenni trascorsi, oltre 3.000 titolari di rendite per inabilità permanente e circa 2.500 familiari superstiti di lavoratori deceduti a causa di questa malattia.
Sempre più diffuse, tra le altre malattie da asbesto, le “Placche pleuriche” una patologia in espansione che si è manifestata in 803 casi nel 2011 (36% del totale).
Nel loro insieme, le malattie da asbesto presentano caratteristiche molto particolari connesse sia alle varie attività produttive che espongono il lavoratore al rischio di contrarre la patologia, sia ai tempi di latenza delle malattie stesse che, come già detto, posso essere generalmente molto prolungati.
In virtù di tali caratteristiche la malattia da asbesto si manifesta per lo più tra gli uomini e soprattutto tra le persone di età avanzata.
La quasi totalità dei lavoratori che hanno contratto una malattie da asbesto è di sesso maschile: in particolare il 96% di quelli affetti da Asbestosi ed il 94% di quelli colpiti da Neoplasie. Il 53% dei tecnopatici ha un’età superiore ai 65 annie ben il 97% ha un’età superiore ai 50 anni.
I settori di attività produttiva in cui si registrano le quote più significative di malattie asbesto-correlate sono generalmente quelli dell’industria pesante (Metallurgia, Siderurgia, Fabbricazione mezzi di trasporto); quote di una certa consistenza si registrano anche nel settore delle Costruzioni e nei Trasporti (in particolare quelli ferroviari).
Per quanto riguarda la distribuzione territoriale le malattie neoplastiche da asbesto si concentrano per oltre il 70% nelle regioni settentrionali del Paese ed in particolare nel Nord-Ovest (46% del totale) e nel Nord-Est (25%); diffusioni più limitate si registrano invece nel Mezzogiorno (17%) e nelle Regioni del Centro Italia (12%).
Per quanto riguarda, infine, le conseguenze delle malattie da asbesto in termini di menomazione fisica, è noto come queste particolari forme patologiche presentino caratteristiche di particolare gravità che, al pari dei tumori di altra origine professionale, forniscono il maggiore tributo in termini di menomazioni invalidanti e, soprattutto, di morti.
Se si prende in considerazione l’anno 2010 (i dati relativi al 2011 non sono ancora sufficientemente consolidati essendo stati rilevati al 31 marzo 2012, mentre tali patologie richiedono tempi di trattazione e definizione più prolungati) si riscontra come la totalità dei casi indennizzati abbiano avuto esiti di inabilità permanente o morte. Non esistono casi di indennizzo per inabilità temporanea. In particolare su 1.103 malattie indennizzate 565, pari al 51,2%, hanno dato luogo a una menomazione psicofisica di natura permanente in genere di particolare gravità, mentre 538, pari al 48,8% ha portato al decesso. In pratica, la metà dei lavoratori affetti da patologie asbesto-correlate nel corso del 2010 è morta per cause lavorative.
La percentuale di mortalità sale inoltre ad oltre il 60% nei casi di neoplasie e placche pleuriche mentre risulta più contenuta (circa 8%) per le asbestosi.
 
 

MALATTIE DA ASBESTO - TAVOLE ILLUSTRATIVE

(Fonte: elaborazione ANMIL su dati INAIL)
 
               
MALATTIE DA ASBESTO MANIFESTATESI NELL'ANNO 2011 per tipologia
 
Tipo di malattia
N.
%
 
NEOPLASIE DA ASBESTO:
914
40,6
 
Mesotelioma pleurico
600
26,7
 
Carcinoma polmonare
279
12,4
 
Mesotelioma peritoneale
35
1,5
 
 
 
 
 
ASBESTOSI
533
23,7
 
 
 
 
 
 
 
PLACCHE PLEURICHE
803
35,7
 
 
 
 
 
 
 
TOTALE
2.250
100,0
 
 
 
 
 
MALATTIE DA ASBESTO NEGLI ANNI 2006 - 2025
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
MALATTIE DA ASBESTO
2006
2007
2008
2009
2010
2011
2015(*)
2020 (*)
2025 (*)
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Numero denunce
 
    1.906
 
 2.027
 
   2.121
 
 
   2.140
 
 2.294
 
   2.250
 
2.595
2.980
3.520
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
N. indice (2006=100)
100
106,3
111,3
112,3
120,4
118,0
136,1
156,3
184,7
(*) stime previsionali
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
MALATTIE DA ASBESTO INDENNIZZATE PER TIPOLOGIA
Anno 2010
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
TIPO DI MALATTIA
 
Inabilità
Menomazione
Morte
TOTALE
 
 
 
 
temporanea
permanente
 
 
Neoplasie, placche pleuriche
0
337
519
856
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Asbestosi
 
0
228
19
247
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
TOTALE
 
0
565
538
1.103
 
 
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